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venerdì 16 marzo 2012

picci picciò spiegato a piccina

Tra qualche giorno saprò se questo picci picciò sarà un fratellino o una sorellina.
a quel punto niente scuse.
devo solo capire come dirlo a piccina.
io e lei, solette, con babbo, la mattina, la sera, al pomeriggio, fuori, in casa, sottovoce, come una cosa buffa, con un libro, con sottofondo musicale, per caso, a tavolino, in braccio, a sedere, sul divano, sul lettone, sul tappeto, a casa di mia madre, con una zia, coi pantaloni, un vestito, la tuta, capelli legati, sciolti, dopo essermi lavata i denti, col naso rosso da clown, imitando un francese, mettendola sul triciclo, stando sui trampoli, arrampicadomi sugli ulivi, facendo le polpette, usando le metafore, sorseggiando un tè, lavandole le mani, facendo il verso del gatto, spiegandole dei fiori e delle api, scoppiando a ridere, da dietro la tenda, guardandola negli occhi, portandomela al mare, mentre la spingo in altalena...

forse sarà solo carezze, pancia e parole

che poi io mica ci so andare sui trampoli!

venerdì 2 marzo 2012

Spiegare perchè si è qui...

spiegare perchè si apre un blog mi sembra un buon modo per rompere i ghiacci (se invece sono scatole...perchè non state leggendo un altro blog? ce ne sono a migliaia)
Cercavo un luogo dove sbirciare esperienze altrui, in particolare spiare quando e come altri hanno parlato al primo dell'arrivo di un secondo figlio. (ma perchè internet ci ha reso così sfacciati?)
Ecco che quando ho cercato su google il primo link che mi è apparso era un articolo di Focus che parlava di certe orse che se partoriscono un solo figlio lo abbandonano perchè non vale la pena trascorrere tre anni a svezzare e crescere un solo esemplare.
Mi è venuto tanto da ridere ed ero io che mi facevo ridere (non certo mamma orsa nè i piccoli abbandonati)
Con questo spirito ho aperto questo diario. Voglio lasciare per iscritto, e, narcisisticamente, lasciare anche agli altri, la mia avventura; spiegare alla mia bambina che arriverà un fratellino, riuscire a trovare spazi giusti per tutti, barcamenarmi tra sensi di colpe, gelosie e bisogni reali.


chi vuole sbirciare, quindi, sbirci pure